Il tè in Vietnam: una nuova prospettiva sull’antica cultura del tè vietnamita e le varietà più diffuse

Tè vietnamita: scopri le caratteristiche, la produzione e la nostra selezione di tè dalla storia millenaria e cultura autentica.
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Quando si parla di grandi Paesi produttori di tè, il Vietnam raramente è il primo nome che viene in mente. Eppure la cultura del tè vietnamita affonda le radici in oltre duemila anni di storia, tra montagne remote e alberi secolari

L’incontro con Vân, originaria di Hanoi e fondatrice nel 2017 di Green Bridge, realtà nata per valorizzare in Europa i piccoli produttori indipendenti e con cui collaboriamo da anni, ci ha permesso di osservare il tè vietnamita con uno sguardo nuovo, come sistema culturale fatto di territorio e saperi artigianali.

In questo articolo esploriamo le principali caratteristiche del tè vietnamita e le sue varietà più rappresentative, per provare a capire cosa rende unica questa tradizione così antica e affascinante quanto ancora poco conosciuta.

La cultura del tè vietnamita: dove nasce questa tradizione

Per comprendere a fondo la cultura del tè vietnamita bisogna salire a nord, nella provincia di Ha Giang, che insieme al sud della Cina e al nord dell’India e del Myanmar forma il cosiddetto “Corridoio Himalayano”, considerato una delle aree d’origine della pianta del tè.

Qui non troviamo piantagioni pianeggianti e facilmente accessibili, bensì alberi selvatici ad alta quota, spesso centenari. Per secoli le minoranze etniche ne sono state le uniche custodi, arrampicandosi sui tronchi per raccogliere a mano i germogli e tramandando per generazioni nomi e tecniche.
Il legame tra tè e identità locale è infatti ancora oggi fortissimo.

Le varietà di tè vietnamita: tre espressioni di altitudine e terroir

Tra le principali varietà di tè vietnamita emergono tre tipologie, ognuna legata a specifiche altitudini e lavorazioni.

1. Shan Ha Giang: il tè verde “Montagna”

La varietà “Shan” cresce intorno ai 1200 metri e si distingue per:

  • foglie grandi e lanuginose, raccolte a mano in primavera
  • profilo fresco e vegetale
  • nota selvatica che esprime il terroir montano.

Un tè verde diverso rispetto a qualunque altro, capace di sorprendere per la sua autenticità.

2. Ho Thau: il tè nero delle “Fate”

A circa 2000 metri troviamo invece la varietà Ho Thau, legata a una suggestiva leggenda secondo cui solo le fate scese dal cielo sarebbero capaci di raccoglierne i germogli, su piante che possono arrivare a 150 m d’altezza.

Da queste foglie si ottiene un tè nero

  • pieno e corposo
  • con note di cioccolato e sottobosco

L’ossidazione avviene in modo completamente naturale, senza macchinari, e richiede grande maestria: troppo lunga renderebbe il tè rancido, troppo breve lo lascerebbe piatto. Qui la tecnica del Tea Master conta quanto la materia prima.

3. “Scaglie di Drago”: il tè bianco d’alta quota

Tra i 2000 e i 2400 metri nasce infine la varietà “Drago”, così chiamata per la forma dei germogli invernali, raccolti tra febbraio e marzo.

Questo tè bianco, delicato ma persistente, si distingue per:

  • note di litchi e rosa
  • sfumature rosate dovute agli antociani che si sviluppano naturalmente per proteggersi dal sole intenso
  • ricchezza di sali minerali e antiossidanti

Tradizionalmente consumato dalle popolazioni autoctone solo in caso di stati febbrili o come tonico naturale, richiama l’antica funzione medicinale del tè.

Caratteristiche del tè in Vietnam: raccolta e commercio equo

Le caratteristiche del tè vietnamita non riguardano solo il profilo organolettico, ma anche il sistema produttivo.
Gli alberi selvatici crescono infatti su territorio demaniale: nessun produttore possiede la terra. Raccoglitori e produttori sono pertanto figure distinte e solo alcuni membri delle minoranze conoscono i percorsi per raggiungere le piante.

I raccoglitori portano le foglie al villaggio, dove vengono messe all’asta e vendute al miglior offerente. Sono loro a stabilire il prezzo, creando condizioni reali di commercio equo e sostenibile.

Questo sistema preserva l’autonomia delle comunità e tutela un patrimonio culturale che rischierebbe altrimenti di essere assorbito da dinamiche industriali.

Il paradosso del mercato del tè vietnamita

Negli ultimi decenni, il terroir vietnamita e il costo competitivo della manodopera hanno attirato produttori cinesi e taiwanesi. Molti tè lavorati in Vietnam vengono quindi esportati e rivenduti come prodotti locali di altri Paesi, alimentando l’equivoco diffuso che il Vietnam non abbia una propria identità nel mondo del tè.

Il peso economico di queste esportazioni è stato tale da essere di fatto sostenuto anche dal governo locale, più orientato ai volumi complessivi che alla tutela di un prodotto autenticamente vietnamita. Per soddisfare la domanda sempre crescente, diverse cultivar sono state pertanto impiantate in aree più accessibili rispetto a Ha Giang, e numerosi produttori hanno siglato contratti di esclusività con marchi stranieri, destinando loro l’intera produzione.

Nonostante ciò, la cultura del tè vietnamita continua a evolversi grazie a piccoli artigiani e realtà indipendenti che scelgono di affermare una voce autonoma.

Dong Ding Son La: reinterpretazione vietnamita di un classico

Un esempio emblematico di questa evoluzione contemporanea è il Dong Ding Son La, realizzato con cultivar Jin Xuan (famosa per le sue note lattee) che, pur richiamando il celebre Dong Ding taiwanese, sviluppa un profilo distinto:

  • nota burrosa finale
  • accenni di frutta a guscio
  • vegetalità frizzante che riflette il terroir vietnamita.

La cultura del tè in Vietnam è convivialità quotidiana

La cultura del tè in Vietnam non è legata a una cerimonia formale come in altri Paesi asiatici, ma a un principio filosofico condiviso: umiltà e rispetto davanti al tè, vero e unico protagonista dell’infusione. L’uomo è infatti solo un “tramite”, chiamato a intervenire il meno possibile.

Ogni famiglia vietnamita ha il proprio metodo di preparazione, anche se esistono alcuni elementi comuni:

  • davanti a una teiera, spesso di grandi dimensioni, si conversa e si condivide la quotidianità
  • le infusioni sono spesso prolungate, con un gusto marcatamente amaro.

L’amaro, soprattutto tra le generazioni più anziane, è voluto: secondo credenze popolari, i tannini aiuterebbero infatti a proteggere la pelle dal sole.
Una delle caratteristiche più affascinanti del tè in Vietnam è proprio questa: essere relazione, non silenzio solenne.

Il tè fermentato in canna di bambù: un patrimonio da preservare

Tra le espressioni più suggestive della cultura del tè vietnamita troviamo il tè fermentato in canne di bambù.

Pressato all’interno delle canne e successivamente essiccato sui carboni, questo Hei Cha sviluppa:
una piacevole nota affumicata

  • sentori di fungo e terra umida
  • accenni di sottobosco
  • una lieve sfumatura torbata

Prodotto nelle regioni di Vi Xuyen, Cao Bo e Ha Giang dalle popolazioni Hmong e Dzao, con il suo gusto pieno, cremoso, vellutato al palato, è l’espressione sincera di un terroir che va oltre la geografia, comprendendo memoria, tradizione, comunità e ambiente.

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Grazie ai racconti di Vân, ascoltati alla vigilia del Capodanno lunare, abbiamo potuto osservare il mondo del tè vietnamita con occhi nuovi.
Scoprire le caratteristiche e le varietà di tè vietnamita significa andare oltre le categorie tradizionali e lasciarsi sorprendere da profili aromatici originali, modelli produttivi sostenibili e una filosofia fondata su autenticità e rispetto.

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